Chedibba

Che strani scherzi tira il destino.

Ti sei sentito male a Cuba, la Cuba del Che, la terra che scelse di difendere dall’imperialismo targato USA, anche se lui cubano non era.

Quando sei andato via dalla politica, siamo stati in molti a soffrirne. Nel Movimento ci avevamo creduto, assai. Senza di te era diverso. E quando alcuni di loro ci hanno deluso, dimostrando che erano ben poca cosa, tu non lo hai fatto mai.

Quando hai deciso di lasciare quel mondo marcio, in tanti ti hanno criticato, ti hanno dato del codardo, ma a me hai ricordato proprio il Che, che mollò una poltrona confortevole e si recò sotto falso nome in Bolivia. Voleva esportare la rivoluzione cubana, perché non può esserci vera giustizia se da qualche parte nel mondo esistono ancora le ingiustizie.

Il Che. Da ragazza l’ho amato così tanto che diedi il nome di Hildita, sua figlia, a una gattina abbandonata. Mamma non me la lasciò tenere e io, che sono sempre stata testarda, le ho costruito rifugi di cartone con le scatole delle scarpe per settimane. Quante scatolette di cibo per gatti comprate solo per farle sapere che il mondo poteva essere un posto più ospitale di quello che doveva sembrarle.

Leggo che non puoi ancora tornare in Italia e che tuttavia sei lucido.

Scrivo queste righe per te, per dirti di non aver paura. Cuba è indomita, generosa, anche oggi che il suo nemico è tornato a morderla più feroce che mai.

Cuba non rinnega mai i suoi figli, e sono figli suoi tutti quelli che difendono gli ultimi, quindi anche tu.
Qui ti si aspetta.
Forte.
❤️

Commenti

2 risposte a “Chedibba”

  1. Avatar EGoodyear
    EGoodyear

    Forza Dibba! Sei davvero uno di Noi, solo meglio di molti di noi! Ti aspettiamo!

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